Questa è una lettera d’amore e d’addio, una lettera che vorremo vedere firmata da tanti che come noi hanno voglia di dire una cosa, una sola a Roberto Mancini.
In estrema sintesi, grazie Mancio.
Grazie e basta, perché le scuse per un comunicato tanto brutto, triste e necessario (i contratti e le liquidazioni non hanno cuore), non spettano a noi tifosi, a noi che non avremmo usato una sola di quelle parole aride e ingiuste.
Grazie Mancio di aver trasformato un gruppo di tristi e spaventati giocatori in un’armata invincibile, grazie dei tre scudetti e delle quattro coppe, grazie per aver fatto da parafulmine, per aver accettato di essere aggredito (troppo giovane, troppo raccomandato, troppo pettinato, troppo tutto…), e di aver incassato in nome della squadra.
Grazie del gioco sulle fasce, del possesso palla, della faccia distesa dei giocatori (certo, non tutti), nelle occasioni importanti.
Peccato per l’Europa, ma una società che aveva vinto meno della Sampdoria, del Napoli e della Roma negli ultimi 20 anni, forse avrebbe dovuto aspettarsi un purgatorio un po’ più lungo.
Grazie per aver fatto tirare i rigori a dei ragazzini contro il Milan dei Campioni, grazie per aver fatto esordire, aver conservato e non bruciato Mario Balotelli.
Grazie del record dello scorso anno e grazie dello scudetto meraviglioso di quest’ultima, folle stagione.
Certo, poi ci sono i milioni di euro che renderanno questo addio meno amaro, c’è la grottesca posizione della società, c’è un allenatore molto capace in arrivo, c’è il tempo che a volte è galantuomo e cancellerà queste brutture, toccate negli anni scorsi ad altre bandiere nerazzurre, trattate come zavorra, liquidate come nemici. E’ uno stile, non il nostro, ma uno stile molto interista.
Ma qui, in queste poche righe, non si cercano nemici, non si punta il dito, non si fa dell’interismo nevrotico e tanto buffo, di quello che fa vendere libri e piace a chi non tifa Inter.
Qui, una volta ancora, si raccolgono firme per testimoniare a un grande allenatore che quello che ha fatto NOI, interisti esteti, vincenti e arroganti come il Mancio, non lo dimenticheremo.
Grazie Mancio, buona fortuna, che la tua sciarpa svolazzi qua e là tra un trionfo e l’altro.
Firmate nei commenti
